MINDFUL EATING
Dalla dieta alla consapevolezza: un altro modo di iniziare l’anno
Ogni inizio anno sembra portare con sé la stessa urgenza. Dopo settimane di pranzi abbondanti, dolci, cene fuori orario e ritmi sfasati, molte persone sentono il bisogno immediato di “rimettersi a dieta”. Dentro di noi compare una voce familiare:
“Da gennaio ricomincio.”
“Da domani mi rimetto in regola.”
“Quest’anno cambio davvero.”
Non è solo una questione estetica. È come se il corpo andasse “rimesso in ordine”, controllato, ripulito.
È un rituale silenzioso, quasi automatico, un misto di speranza e pressione.
Come se il cambio di data potesse, da solo, sistemare ciò che pesa da mesi (a volte da anni). Eppure, spesso, quel buon proposito dura poco…e non perché manchi la forza di volontà ma perché dietro il bisogno di ricominciare si nasconde qualcosa di più profondo.
Spesso c’è una stanchezza che non trova spazio per essere ascoltata.
Il mito del “da domani”
Il Capodanno viene vissuto come una cancellazione simbolica: reset, nuovo inizio, pagina bianca. Ma il corpo non funziona per reset, perché Il corpo ricorda, accumula, risponde a ciò che ha vissuto.
Ricorda le restrizioni, il controllo forzato e ogni volta in cui è stato spinto, ignorato, zittito.
Per questo molte “ripartenze” riattivano lo stesso ciclo: controllo → perdita di controllo → colpa → nuovo controllo.
Si innesca un ciclo logorante, che consuma energia emotiva e fiducia in sé.
Cos’è davvero la mindfulness
La mindfulness non è una tecnica per “aggiustarsi magicamente” .È una pratica di presenza.
Significa imparare a stare con ciò che c’è : pensieri, emozioni, sensazioni corporee , senza giudicarle e senza forzarle. Non occorre per cambiare subito, ma per capire. È una sorta di cambio di postura interiore: dal “devo controllarmi” al “posso ascoltarmi”.
e la Mindful eating?
La mindful eating applica questo stesso principio al rapporto con il cibo.
Non è una dieta.
Non è un nuovo insieme di regole.
Non promette trasformazioni rapide.
Propone invece qualcosa di più radicale e più gentile: interrompere la guerra ingaggiata con il corpo.
Significa imparare ad osservare come mangi, perché mangi, cosa succede dentro di te mentre mangi: senza punizione, senza colpa e senza l’ennesimo sbrigativo “da domani sarò diversa”.
Il cambiamento nasce dalla possibilità di restare presenti anche quando emerge la difficoltà. Piuttosto che arrendersi
Se a Capodanno senti il bisogno urgente di “sistemarti”
Forse non è mancanza di motivazione, ma stanchezza e la stanchezza non si cura con nuove regole. Si cura con più ascolto e con meno violenza verso sé stessi.
Quindi, non chiederti: “Cosa devo eliminare da gennaio?”
Ma piuttosto: “Cosa posso iniziare ad ascoltare, adesso?”
Se senti che questo approccio ti risuona, o potrebbe essere utile per te puoi approfondire o iniziare un percorso di mindful eating contattando lo studio oppure seguendo la pagina facebook Frammenti di Psicologia, dove condivido riflessioni, strumenti e spunti per un rapporto più consapevole con te stesso/a e anche con il cibo.
